Monday, June 16, 2008

Pazienza ti Odio



Pazienza ti odio,
ti odio perchè oggi si commemora il ventennale della tua morte.,
Pazienza ti odio perchè in questi vent' anni avresti potuto disegnare cose stupende, chissà quante, chissà come.
Pazienza ti odio perchè non ti ho mai conosciuto, insomma si può dire di conoscere un autore dai suoi libri?Secondo me no, sicuramente i disegni sono la punta di un  ice berg infinito i cui contenuti si perdono nel più imprescrutabile degli abissi.
Pazienza ti odio perchè come ho appena detto non hai dato ne a me ne a tanti altri il piacere di scambiare con te 4 chiacchiere, si sarebbe potuto parlare del tempo, della gnocca e di mille altre cose, non di fumetti, quelli sono cose troppo serie e private per parlarne di fronte ad una birra.
Pazienza ti odio, con la tua assenza sempre presente e distratta hai lasciato il rubinetto dell' imbecillità aperto, da esso sgorgano di continuo sciacalli travestiti da amici tuoi., amici tuoi, ma quanti ne hai avut?.Grazie a questi ultimi hai fatto più libri da morto che da vivo.
Pazienza ti odio perchè sei diventato di moda, un icona sputtanata come il Che, Elvis, Pasolini, icone che forse non volevano nemmeno essere tali, icone, si icone mortificate da troppe magliette sdrucite portate con misera autocelebrazione.
Pazienza ti odio perchè, perchè eri bravo e mi piaci un casino, è solo una riflessione che risente del gusto personale ma questo non toglie che mi possa fare incazzare il constatare, ogni volta che vedo i tuoi libri sulla mia libreria, che la tua carriera e la tua opera è interrotta, incompleta, tronca.
Pazienza ti odio perchè sono goloso dei tuoi libri e quando li finisco mi alzo da tavola con una fame ancora da saziare.
Pazienza ti odio perchè hai preferito la droga a tutto il resto.
Pazienza ti odio perchè in questi anni di nulla avresti potuto fare la differenza, oppure no, ma cazzo, sarebbe stato ganzo saperti nel tuo studio a ridere di tutti questi stronzi che muovono le manovelle della cultura senza la minima dimestichezza.
Pazienza ti odio perchè non posso fare altrimenti, perchè mi hai fatto scroprire il tuo segno, il tuo ingegno e poi me li hai tolti, per sempre.
Pazienza ti odio perchè quello che rimane di te è poco in confronto a quello che potevi darci.
Pazienza ti odio perchè, per colpa tua ho scritto un sacco di roba trita e ritrita però, in fondo, chissenefrega, sono tutte cose sincere ed anche se non è molto mi rappresentano.
Mi piacerebbe che tutti quelli che marciano sopra le tue spoglie ti seguano, almeno potresti assestargli qualche bel calcio nel culo che tanto male non fanno.
Pazienza ti odio perchè amarti è troppo facile, io con te ce l' ho a morte; per tutto quello che ti ho scritto e per mille altre ancora.
Pazienza ti odio perchè odio quelli che dicono, come Pazienza non ci sarà più nessuno, odio le loro ragioni ed odio il fatto di non potergli dare torto.
Un mio amico una volta ha detto che con la tua morte è morto il fumetto italiano, non sono concorde, non è morto il fumetto italiano, è morto un tipo di fumetto, un tipo di fumetto eccezionale, vissuto, introspettivo, potentissimo.
Ecco, quel tipo di fumetto è morto, con te è finito un periodo, una realtà bellissima ed è per questo, che ti odio.

26 comments:

Bartolomeo Pestalozzi said...

"...hai fatto più libri da morto che da vivo".

Com'è vera questa frase, e quante cose ci rivela.

Bravo Niccolò, un gran bel pezzo.

Marco Tonus said...

Pazienza®.

Niccolò Storai said...

@Bartolomeo, grazie, ho scritto di qualcosa che amo e che amerò per sempre, l' amore come la rabbia rimangono per sempre.

@Marco, commento favoloso!

Stefano Raffaele said...

Solo due parole:

Bellissimo post

Bufi said...

ah! eccoti qui.ti ho scritto una mail,ma non avevo visto che avevi cambiato blog

PS:a proposito di pazienza ,ho conosciuto un paio di mesi quella che fu la sua donna,secondo me era peggio di lui!

Niccolò Storai said...

Ciao Ennio, ho letto la tua mail, vado subito a risponderti.
Se ti riferisci a Marina Comandini, personalmente preferisco non commentare nemmeno.
Ci sentiamo presto caro e complimenti per i tuoi disegni, gli ultimi che hai postato sul blog sono magnifici.

Maurizio said...

Pazienza un vero poeta.

Caro Niccolò ,complimenti per il tuo blog ,veramente bello ;o)

Niccolò Storai said...

Sono d' accordo con te Maurizio, un poeta in punta di pennarello!
Grazie anche per i complimenti per questa mia casa dove tutti sono benvenuti, basta che si puliscano le scarpe prima di entrare e che siano ben educati.
Te oltretutto sei un ottimo disegnatore, cosa chiedere di più ad un ospite?
A presto.

ADRIO THE BOSS said...

a niccolò!!! dal blog mio non arrivo piu sul tuo...chissa com'è..!!!!
me fai sempre preoccupare ;D

tutto ok?

èèè pazzzzienza... ce crederai ... io lho apprezzato veramente solo leggendo un pezzo di pratt... ne parlò ad un giornalista facendogli fare il giro della sua casa e mostrandogli il divano dove dormiva andrea quando rimanev aa dormire da lui e dove da ubriaco, si metteva a cavalcare un toro immmagginario!!!!
grande!
a presto amico!

Niccolò Storai said...

Ciao Imperatore Adrio,
ganzo il racconto che mi riporti di Pazienza, mi sembra di vederlo.
Grazie per aver condiviso questa cosa per me e grazie anche che ti preoccupi per me, sei un vero amico.

Roberto said...

Mi accodo hai complimenti, davvero un post superlativo. Bravo Nik! Secondo me i libri o i fimetti sono l'unica cosa su cui poter parlare. Un artista non è solo la sua arte è vero ma la sua arte è ciò che lo rappresenta come artista. Il resto sono solo chiacchere e niente di più!

Niccolò Storai said...

Grazie Roberto, in particolare per aver colto un punto molto importante per me.
I fumetti, i libri e quant' altro nasce da un esigenza creativa ci rappresenta ma non sono tutto e cmq, la discussione è aperta e sono curiosissimo di leggere i commenti di coloro i quali desiderino dire la loro su questo argomento.
Mi spiego meglio con una domanda; si può conoscere sul serio una persona, un autore solo dalle sue opere?

Claudio Cerri said...

Ottimo post, che rende omaggio ad uno degli autori più importanti del panorama italiano.

Niccolò Storai said...

Ciao Claudio, sono contento che Pazienza piaccia pure a te, è davvero un grande autore, cavolo, ogni sua vignetta è densa di una poetica affascinante.

remo said...

ci credi se ti dico che mi son venuti i brividi a leggerti?
e, quando mi vengono i brividi, vuol dire che qualcosa mi emoziona.
r--

alex crippa said...

quanto odio hendrix, bon scott, john bonham...e Pazienza.

ottimo post, Niccolò.

Niccolò Storai said...

Remo, grazie, mi fai arrossire.
In effetti quando si scrive di getto vengono fuori delle belle cose.

Alex, grazie anche te, mi fate sentire un ottimo scrittore; un momento, ma lo scrittore sei tu, qui si confondono i ruoli....
che tempi!!!!!!!!;-)

Paolo Motta said...

Il tuo post sarebbe piagiuto ad Andrea molto più di tante retoriche commemorazioni.
Anch'io ti odio, Paz!!!

Niccolò Storai said...

Grazie Paolo, mi fai davvero un gran bel complimento.

ADRIO THE BOSS said...

che ficata i film sugli zombi a 40 gradi, nel letto a sudare come un porco!
ciaooooooooooooo

bruant said...

Io di pazienza ho solo Pompeo, perciò lo conosco poco, ma dal quel poco riconosco nella mia ingnoranza fumettara che era un genio.
Niccolo un gran bel post.

aLeX said...

complimenti per questo post niccolò!
a volte capita di pensare a cosa avrebbe tirato fuori in questi anni così turbolenti (socialmente-politicamente parlando) e un pò di rammarico esce liberamente fuori..

saluti esoterici..
aLeX

Niccolò Storai said...

Hey Adrio, stai un pò meglio, vero?
Tra il caldo, gli zombi e la febbre io preferisco gli zombi, il caldo e la febbre gli subisco mentre per gli zombi posso far finta che non esistano.

Bruant, Pompeo è davvero un romanzo bellissimo, un libro disegnato che non sentiva il bisogno di indicare se stesso come una Graphic Novel tanto per nobilitarsi un pò.
Felice che ti sia piaciuto il post.

Alex, verissimo, chissà cosa avrebbe prodotto, inutile porsi questa domanda, godiamoci quello che ci ha lasciato e mandiamo affanculo la droga che ha contribuito all' autodistruzione di un sacco di personaggi ganzissimi.
Non è tutta colpa della droga ovviamente ma anche di chi non riesce a stare vicino ad i propri amici quando questi ne hanno più bisogno.

Roberto said...

No, non si può Nik, ma secondo il mio modesto parere non è nemmeno necessario...

Roberto Zaghi said...

Anch'io, come bruant, finora ho letto solo Pompeo: non posso dire di essermene innamorato, ma mi è rimasta la voglia di leggere il "prima", soprattutto Pertini e Zanardi.
Ho visto una retrospettiva strepitosa a Bologna una decina d'anni fa, quegli originali mi hanno davvero colpito.

Gran bel post, cmq.

Claudio Nader said...

Beh, volevo solo dirti che da questo post passa parecchio amore, e mi hai commosso.